La raccolta Opus, sul finire degli anni Quaranta, si presenta orientata sui seguenti soggetti: temi di carattere storico-architettonico, artistico e paesaggistico-turistico, riguardanti cittą e localitą del "bel paese"; architetti del passato e pittori del presente; celebri vette alpine (come il Cervino) e loro infrastrutture; tradizionali battute di pesca; processi produttivi e lavorazioni industriali; questioni dell'attualitą post-bellica, ecc. Con gli anni Cinquanta lo spettro di temi e soggetti trattati, ora in modo didattico-divulgativo, ora in modo narrativo con fiction vere e proprie, si amplia: situazioni di degrado e abbandono in zone di periferia, istruzione scolastica e scuole professionali come basi fondamentali per i "cittadini di domani", storie di emigrazione e di solitudine, vita e attivitą di corpi e armi delle forze armate italiane, excursus storico-didattici su mode, costumi e manufatti della civiltą occidentale, maestri del pennello e collezioni museali, arte primitiva e archeologia, impegni e attivitą in Somalia (ex-colonia italiana), culti religiosi e vite di santi, misteri e superstizioni, attivitą assistenziali e opere pie, hobby e sport, conquiste e ricerche scientifiche, infanzia e adolescenza, inchieste su tendenze e mode della societą contemporanea, sono alcuni degli argomenti ripresi, commentati e narrati in questa serie di documentari. Negli anni Sessanta emerge una produzione d'attualitą con inchieste e interviste sulle problematiche urbanistiche e sociali dell'Italia investita dal boom economico fra cui "Napoli sessantasei"