Non potendo infrangere, nel 1938, il monopolio dell'Istituto Nazionale Luce nel campo del cinegiornale e limitando la produzione della sua casa cinematografica al documentario, Sandro Pallavicini attese la fine della guerra per proporre, nel 1946, un'innovativa e vivace formula di cine-settimanale al passo con i tempi radicalmente cambiati. La testata riportava sugli schermi italiani, dopo la tragica parentesi della guerra, l'emblema della Incom - il David di Michelangelo - accompagnato dal nome del suo direttore, e offriva agli spettatori qualcosa di simile a un brillante e moderno rotocalco illustrato. In coda ai primi numeri, ad esempio, si incontrava una simpatica rubrica intitolata "piccola posta" in cui un noto divo del cinema rispondeva alle lettere degli spettatori