Così viene definita la "Rivista Luce" in un catalogo dell'Istituto Nazionale Luce del 1934 sottolinendone i caratteri distintivi rispetto al cinegiornale: "l'uno - il giornale Luce - ricco di cronaca agile e rapida, l'altra - la Rivista - di trattazioni complete di particolari avvenimenti". Con la Rivista n. 1 viene proposta una successione di rubriche che D'Errico ripeterà, con qualche variante, anche nei seguenti numeri - fatta eccezione per la monografica Rivista n. 4 dedicata ai quarant'anni del cinematografo - : ad abili confronti tra vita passata e presente, volti ad esaltare "l'Italia fascista in cammino", seguono interessanti rubriche dedicate ad argomenti di carattere scientifico-naturalistico - curati da R. Omegna -, a esibizioni musicali reali ed "astratte", a tecniche cinematografiche, a spettacoli di danza e varietà, a curiosità metropolitane e paesaggistiche. Dietro le sequenze, astratte e non, in disegno animato delle riviste Luce si cela l'abile mano di Liberio Pensuti ripreso nel laboratorio di cartoons da lui diretto ne "La Revue Luce 1". Nel 1935 il n. 5 della cine-rivista è prescelto per la serata inaugurale della Mostra del cinema di Venezia